giovedì 4 luglio 2019

La pace non ha grado




Ti rode il culo eh?
Facci vedere se è vero quel che dicevi.
Che infondo l’importante è la natura, lo stare fra amici, il respirare al tramonto.
Ridere.

Non passi.
Sei qui appeso a ripetere le solite stronzate autoassolutorie
Sul caldo le tacche e l’umido. Sull’infortunio, sul dito andato.
Ma lo sai che non ne hai. Anche se la tua mano fosse ok.
E ti fa male. Perché una volta su questo tiro ti ci muovevi decisamente bene.
Ok. Avevi un rest in continuità. Ma sentivi che sarebbe entrato.
Ora siamo lontani.
Siamo indietro.
Siamo soli.

La vita non perdona.
L’arrampicata ancora meno.
E senti che non hai voglia.
Di nuovi allenamenti,
di nuove salite al Pan.
Di nuovi sacrifici.
Senti che dopo tutto e nonostante tutto,
arrampicata o no, tu ora meriti un po’ di pace.
Di quiete. A qualunque prezzo.

E guarda un po’,
tutto questo te lo potrà donare ancora e nuovamente proprio la scalata.
Ma solo se torni umile, se torni pulito,
se torni con lo stupore dei primi tempi.
Che non capivi perché, ma avevi voglia di andare in falesia.
Che non capivi perché, ma dopo eri contento.
Che non riuscivi a slegare neanche l’otto da quanto eri rimasto appeso in top rope.

eravamo tutti contenti, tutti felici, tutti amici.
Birrette, chitarra, cannetta.
Ridere.
Basic.

Com’è potuto capitare.
Si, ok, cattive compagnie, competitività più o meno aperta,
spettegolare in giro…ma sei tu che hai permesso che accadesse.
Potevi sottrarti, potevi difender(ti). Potevi proteggere la tua gioia.
Ma in te, come in tutti del resto, alberga vanità, superbia,
desiderio di successo, desiderio di possesso.


E poi c’è la paura, l’insicurezza, il desiderio di accettazione,
il senso di inferiorità.
Che fanno da camera di combustione potenziando
Ancor più gli scivoloni etici di cui sopra.

Niente paura. Sei normale.
Ma sta a te ora “diventare più forte”, diventare “migliore”,
diventare più lucido e più intelligente.
Mettere a fuoco nuovi equilibri.
Più sani,
più solidi,
più giusti.

Sei tornato nella falesia dei primissimi tempi.
È stato bello. Il demone era lì a scalpitare ma tu hai provato a svincolarti

Non so se ce la farò
Ma sento che ne ho bisogno.
La pace non ha prezzo.
La pace non ha grado.

Devi stare solo.
Solo.
Tornare a far blocchi in val Daone.
Dormire nel van. Lavarti nel fiume.
Partire in moto.
Tutta questa vanità ti ha sporcato.
Non sai chi sei, non sai a che punto sei.

Solo nello sforzo fisico, nella contrazione muscolare potrai finalmente
Riconoscerti. Ritrovarti.
Ma solo a patto che tu
Ora
Stia
Solo.

Che è una delle cose che ti viene meglio quando vuoi.
Devi tornare ad essere te, come climber e come uomo.
Il più aderente possibile alla versione più autentica di te.
Che ti sei perso per strada.
Perché hai ascoltato canti sbagliati.
Che non facevano più vibrare le corde della tua anima.

Raccogliere i cocci di te stesso,
raccogliere i tuoi sorrisi
e scrostarti via da questa melma invisibile
di stasi e narcisismo.
Paure e dipendenze.
Di ricatti e ferite. Di sogghigni e di sentirsi soli.
Anche in due. Anche in mezzo agli altri.

Dimentica tutto. Stai alla larga dal dolore.
La pace non ha grado.
La libertà non tollera l'anonimato.