Ti rode il culo eh?
Facci vedere
se è vero quel che dicevi.
Che infondo
l’importante è la natura, lo stare fra amici, il respirare al tramonto.
Ridere.
Non passi.
Sei qui
appeso a ripetere le solite stronzate autoassolutorie
Sul caldo le
tacche e l’umido. Sull’infortunio, sul dito andato.
Ma lo sai
che non ne hai. Anche se la tua mano fosse ok.
E ti fa
male. Perché una volta su questo tiro ti ci muovevi decisamente bene.
Ok. Avevi un
rest in continuità. Ma sentivi che sarebbe entrato.
Ora siamo
lontani.
Siamo
indietro.
Siamo soli.
La vita non
perdona.
L’arrampicata
ancora meno.
E senti che
non hai voglia.
Di nuovi
allenamenti,
di nuove
salite al Pan.
Di nuovi
sacrifici.
Senti che
dopo tutto e nonostante tutto,
arrampicata
o no, tu ora meriti un po’ di pace.
Di quiete. A
qualunque prezzo.
E guarda un
po’,
tutto questo
te lo potrà donare ancora e nuovamente proprio la scalata.
Ma solo se
torni umile, se torni pulito,
se torni con
lo stupore dei primi tempi.
Che non
capivi perché, ma avevi voglia di andare in falesia.
Che non
capivi perché, ma dopo eri contento.
Che non
riuscivi a slegare neanche l’otto da quanto eri rimasto appeso in top rope.
eravamo
tutti contenti, tutti felici, tutti amici.
Birrette,
chitarra, cannetta.
Ridere.
Basic.
Com’è potuto
capitare.
Si, ok,
cattive compagnie, competitività più o meno aperta,
spettegolare
in giro…ma sei tu che hai permesso che accadesse.
Potevi
sottrarti, potevi difender(ti). Potevi proteggere la tua gioia.
Ma in te,
come in tutti del resto, alberga vanità, superbia,
desiderio di
successo, desiderio di possesso.
E poi c’è la
paura, l’insicurezza, il desiderio di accettazione,
il senso di
inferiorità.
Che fanno da
camera di combustione potenziando
Ancor più
gli scivoloni etici di cui sopra.
Niente
paura. Sei normale.
Ma sta a te
ora “diventare più forte”, diventare “migliore”,
diventare
più lucido e più intelligente.
Mettere a
fuoco nuovi equilibri.
Più sani,
più solidi,
più giusti.
Sei tornato
nella falesia dei primissimi tempi.
È stato
bello. Il demone era lì a scalpitare ma tu hai provato a svincolarti
Non so se ce
la farò
Ma sento che
ne ho bisogno.
La pace non
ha prezzo.
La pace non
ha grado.
Devi stare
solo.
Solo.
Tornare a
far blocchi in val Daone.
Dormire nel
van. Lavarti nel fiume.
Partire in
moto.
Tutta questa
vanità ti ha sporcato.
Non sai chi
sei, non sai a che punto sei.
Solo nello
sforzo fisico, nella contrazione muscolare potrai finalmente
Riconoscerti.
Ritrovarti.
Ma solo a
patto che tu
Ora
Stia
Solo.
Che è una
delle cose che ti viene meglio quando vuoi.
Devi tornare
ad essere te, come climber e come uomo.
Il più
aderente possibile alla versione più autentica di te.
Che ti sei
perso per strada.
Perché hai
ascoltato canti sbagliati.
Che non
facevano più vibrare le corde della tua anima.
Raccogliere
i cocci di te stesso,
raccogliere
i tuoi sorrisi
e scrostarti
via da questa melma invisibile
di stasi e
narcisismo.
Paure e
dipendenze.
Anche in
due. Anche in mezzo agli altri.
Dimentica
tutto. Stai alla larga dal dolore.
La pace non
ha grado.
La libertà non tollera l'anonimato.
