Ripartire
dalle basi.
Non scalo
praticamente nulla.
Dico che è
per il caldo. Ma mento.
È che non ho
le forze.
Tutto quel
che mi rimane lo utilizzo per tenermi in piedi.
Ho preso
altri colpi e nuove derive.
Ma non mi
piegherò.
Non
accetterò rassegnato le geometrie dell’esistente.
Imposte come
intrascendibili e immodificabili.
Non ho le
forze per fare nulla,
ma ne rimane
ancora qualcuna per negare, per resistere. Per disobbedire.
Ciò che
accade, accade non per volontà di qualcuno ma perché la gran parte degli uomini
Abdica alla
volontà. Al dissenso.
Irriflessa
accettazione.
Dolore
sottopelle.
Ripartire
dalle basi.
Un
materasso. Un blocco di granito.
Un bagno in
fiume. Una cena con la frontale.
Un’altra
notte in furgone. E poi un’altra. E un’altra ancora.
Suonare un
po’ la chitarra al mattino.
E poi altri
blocchi, altri settori.
Bosco.
Nessun grado. Nessuna prestazione.
Quel che
conta è sentirsi ora vibrare.
Scherzare con i due ragazzi francesi abituati all'arenaria di Bleau.
star un po' con loro a provare questo bastone. 7A bloc.
saranno un paio di anni ormai che non andavo dinamico di sinistro ad una tacca.
che sensazione.
in chirurgia della mano hanno fatto miracoli.
ora tocca lavorare sulla testa.
salutare i ragazzi di Trento che ieri mi hanno accolto
come fossi uno della crew. gentilissimi.
ma io ora voglio star solo.
scendo giù al fiume.
piazzo l'amaca.
Leggo un po' Cognetti.
ascolto il bosco.
ascolto gli after. amore di adolescente.
torneremo a scorrere.
torneremo a scorrere.
Un’altra
notte.
Finchè non
sentirò il suono che fa una cicatrice quando si chiude.
Quando un
ricordo muore.
Finchè non
sentirò tutta la distanza che voglio mettere fra me e le menzogne a cui ho
creduto.
Il
piagnisteo di eterni innocenti.
Ciò che
accade è il risultato della nostra azione.
O della
nostra rinuncia all’azione.
Non delle
nostre parole.
Eroe del mio inferno privato,
indossi il vuoto con classe.
Perchè quando il dolore è più grande
Poi non senti più.
Perchè quando il dolore è più grande
Poi non senti più.
