mercoledì 11 settembre 2019

Luna del pomeriggio. Sola, com'è solo il coraggio.




Questa volta l’infortunio ce l’ho dentro.
Caduto di nuovo. in basso.
Ma ora non ha più importanza.
Ho perso tempo. Ho perso vita.
Ho perso la mia scalata.
Tutto fermo.
Ci si avvita inutilmente su quel che è giusto fare,
ma poi non si decide mai se farlo.
perchè serve coraggio.

Sono con R. nella mia falesia preferita dopo più di sei mesi.
Lui presto andrà via.
e una parte di me (un’altra) morirà ancora. Questi ultimi mesi sono stati terribili.
Ma almeno sono stati veri.
in questi ultimi mesi mi ha salvato. Solo e confuso com’ero.
E mi ha restituito di nuovo alla mia scalata.
Che credevo persa.
Sprecata e disseminata qua e là.
Data per scontata e smarrita sul più bello.
Un po’ come la gioia.
Che un giorno non la trovi più. Eppure era sempre stata lì.
Le cose vere sono le più preziose. E vanno curate.
Protette da ego e da persone sbagliate. pericolose.

La scalata (come la vita) è troppo importante per essere condivisa con chiunque.
Sto lontano da tutto. Anche dalle derive autoassolutorie.
Ho sbagliato. Tanto. Troppo. Ho sbagliato Ancora.
A insistere. Anche là dove il tuo istinto urlava prudenza.
Ma va bene così. era necessario.forse. o forse tutto inutile.
Doni calpestati. e restituiti.rigettati indietro.senza amore.senza tatto.
Con il preciso intento di far male, di assestare un altro colpo.
nonostante tutto. dopo tutto.
Con addosso le ferite ancora aperte. riaperte.
Ci sta. Lo meriti. hai sempre saputo infondo con chi avevi a che fare.

Ho macchiato la mia arrampicata, la mia vita.
Ma adesso, con quest’assaggio di autunno
E quest’aria frizzante piango. Di calma.
Per un attimo. Finalmente.
Scalcio via il dolore, la sofferenza di un padre, le lacrime di una madre.
Le pressioni della vita, delle maschere.
venute giù dietro parole di odio. sentirsi niente.
per un attimo, finalmente, l’arrampicata torna quella di sempre.
Tregua. Pace, legami.
mi siedo qui.
A bordo falesia.
E ci sono io.
Di nuovo, mi sento.
Respiro piano. Guardo le nuvole. 
sorrido.
sorrido di me. del mio istinto.
infallibile.
anche quando non vorrei.
sorrido.
alla luna. quella che esce il pomeriggio.
perchè è sola, come è solo il coraggio.
come dice quella canzone.
che ballavamo vicini, piano piano,
nella luce ferma di un mattino d'inverno.
respiro nel respiro.

Una manciata di vecchi riscaldi e un sopralluogo sul tiro. Resting ad ogni spit.
Panico sul runout finale.
ma ciò che ora conta è tornare a respirare leggero.
Presto rinizierò ad allenarmi.
ritrovarmi nella fatica.
tornare a prendermi, nascosto lì infondo,
dietro tutto questo dolore.
dopo tutte queste colpe.
infondo a ciò che alimenta le attese.
in equilibrio fra panico e sorrisi.
dall'altra parte del mare.
nelle abitudini quotidiane come condanne.
giorno per giorno, far finta di nulla.
che il dolore non c'è.
che non senti niente.

La verità è che non mi son mai sentito tanto solo e inadatto.
Forse è il prezzo da pagare.
Forse è la giusta condanna all’aver ignorato tutti i segnali.
Su quanto ti stessi smarrendo, senza gioia, senza più sorrisi.
aggrappato alla Speranza però. Tanta.
Che ce l’avresti fatta a portare colori e gioia.
Nella tua vita, nella sua vita.
volevo tenere per te...
Hai fallito. Anche in questo.
Come sempre.

Ma hai amato.
almeno tu.
come mai prima.

Non so cosa accadrà.
Se tornerò a sorridere libero. Senza quest’ombra conficcata nel cuore.
Se tornerò sui progetti, a scalare leggero.
Con queste domande appese dentro.
Come ho potuto?
Come ho fatto a non accorgermene?
Perché, nonostante l’allarme sottopelle, ho voluto fidarmi ancora? ho voluto insistere?
Cercavo qualcosa?

Mi siedo qui e lascio andare via questo buio.
Che inquina.
E mi concedo il sollievo della pietra.
Una fragranza che si sprigiona.
E dovrò conservarla.
Perché i rigurgiti del dolore e della rabbia saranno sempre in agguato.
Tutto il resto non mi riguarda. Né mi interessa.
È il prezzo da pagare per riagganciarsi alla verità.
A volte essere onesti è il dolore più grande che (ci) si può infliggere.

andar via se necessario.ai primi segnali.
armati e soli, del solo coraggio.
Ma sentirsi vivi. Sentirsi veri. tutto ciò che conta.
perchè più grande dell'amore è la dignità.
raccogliere i sorrisi.
farsi largo.
fra le macerie.
fra le offese.

Sento che mi sto riallineando lentamente alla mia prospettiva.
Ero lontano, confuso. immaturo anch'io.
e raggirato: dagli ammiccamenti dell’ego,
da voluttà manipolatorie, calcolo. tornaconto e miope edonismo.
da parole di odio. da derive narcisistiche.
dalla menzogna.dal pericolo.
urlare di vuoto.
fuggir via.


Perché quest’epoca ti entra dentro.
Costruire un’identità personale.
Forte.
Off line.
Per arginare questi tempi.
per starne alla larga.