martedì 6 marzo 2018

La filosofia deve risolvere i problemi che il processo storico presenta volta a volta (A. Gramsci)




E succede che alla fine quel peso che ti portavi dentro
Si sposta un po’.
Non scompare. Ma si scansa, lasciandoti Visuale, lasciando entrar luce. Panorami di sé.
Lasciando intuire un po’ di pace. Finalmente.
Forse non scomparirà mai. Per fortuna.
Lacerante, presente, ma almeno non più declinazione del percepire.
Servirà a ricordarti quanto può esser alto il prezzo da pagare quando ci si smarrisce
Quando non si è più se stessi. Quando si è in balia.
E finisci per perdere quelle due o tre cose belle che la vita
ti aveva presentato. Una musa. A suggerirti di insistere. A conformarti, con
un contegno e una gentilezza à là Goethe, al nuovo interesse vitale.
Un ideale pacificato ed epurato.
Perso tutto.
Però ora è entrato un po’ di ossigeno.
E piangi, e ti commuovi.
E ringrazi. Sbagli sempre. Sbagli tanto. Ma demistifichi. Non più
Asservito ad automatismi del pensare e dell’agire.
Ringrazi perché sei debole. Ma almeno sei vivo. Sei vero. E ci provi ad esserlo.
Ci provi ancora. Non tenti più di non-sbagliare. Lo metti in conto. Senza giudizio o condanne.
Non esistono eroi. Esistono solo le storie.
E i punti di vista.
E le narrazioni. Purtroppo. Che, nel bene e nel male, non saranno mai
Sovrapponibili agli eventi, alle ragioni. Alle emozioni.
E soprattutto all’amore.
Eh già.
Non avevi le palle neanche di dirtelo.
Come se non esistesse. Non potesse esserci.
Non potesse più abitare in te.
E invece si.
è passato di qui.
E ti ha fatto tornare indietro da dov’eri finito.

I My Bloody Valentine han fatto passare oltre venti anni dopo Loveless.
I TOOL fra un disco e l’altro ne fan passare quasi dieci.
Non capisco allora perché un disagiato come te
non riesca ad aspettare qualche mese per poter tornare ad allenarsi.

È sempre il solito discorso.
La scalata non ha nulla a che vedere con una costruzione identitaria.
E comunque non potrebbe aver più alcun ruolo in questo senso, cieco, chiuso. Senza prospettiva.
E se lo ha, essa dirimerebbe una dialettica elusiva. E Dunque posticcia. Falsa.
Poiché ancorata a stilemi etero indotti. Naufragata in una coazione a ripetere.
Tradotto. Non hai capito un cazzo. As usual.
Al massimo poteva essere un’armatura.
Si. per guerre inutili però! Che vinci solo quando ti sottrai al conflitto.
Se acquisisci consapevolezza del reale. Dell’inutilità ontologica delle lotte.
Di gran parte di esse.

Hai ora l’opportunità di godere dell’esperienza.
Di ritornare a connetterti a te.
Ricordi i voli pindarici sui tramonti, gli amici, l’estetica delle linee,
i cani, il legame, di quanto possano esser belli i 6c e i 7a, la natura, l’amaca ecc. ecc.?
Bene.
Facci vedere se è vero.
O erano le solite menzogne che sciorinavi a qualche sprovveduto principiante
Per apparecchiare di te l’immagine di climber emo.tenerone.ma che comunque si teneva.
Buffone. Pagliaccio. Ipocrita.
Facci vedere se sei vero.
Populismo verticale.
Perché alla fine questo fa colpo.
Sugli stupidi però.
Noi invece vogliamo le prove.
Di quel che dici.
Di quel che sei.
Ripeto: facci vedere se sei vero.

Credevi che già a marzo avresti potuto seguire una tabella di recupero.
E invece niente.
La mano non ne vuol sapere.
Il Pan Gullich prende polvere.
Su Jollypower non c’è spiegato come si allena la fiducia?
Non ci sono le tabelline per far resistenza alla paura. Alle lacrime. Al dolore.
Al saper attendere.
Altro che sospendere. Sospendere il giudizio semmai.
Saper attendere.
Sospendere la rabbia. Sospendere tutto ciò che è di ostacolo
Alla lucidità.
Sei in crisi.
Ma non atletica.
Non sai più se sei veramente in grado di essere quel che senti di essere.
Se ne hai il coraggio prima di tutto.
Hai ancora fiducia in te?

Senza fiducia l’attesa diventa condanna.
Hai il coraggio di sentire che in verità sei molto più di così?
Perché lo sei su parametri diversi.
Un pronostico che poggia su paradigmi diversi.
Perché adesso la vera forza non ha acluna
Connotazione puramente tecnico/atletica.
Perché adesso ti giochi gran parte di te.

E Proprio mentre sembra che tu stia mollando tutto
In realtà stai tenendo duro.
Mentre al tuo Ego di climber pare di buttar via tempo NON trazionando
magari stai concedendo recupero al cuore.
Che ne ha passate tante ultimamente.
Stai sghisando sulla zappa alla quale sei appeso.
Lasciati andare. Istinto. Pancia.
Sono meccanismi affinatisi in milioni di anni.
Naufraga nelle opportunità.
Dimentica la ragione. Quella è la sede del dubbio.
Che è utile. Ma non ora.

Non dimenticare quel che hai passato.
Sta attento.

INGRATO.

Piuttosto Continua così.
Sghisa ancora un po’. Recupera, fa calmare il cuore,
e quando sei pronto parti convinto. Dagliene tutta.
Ridi, salta, gioisci, fa il cazzone.
Perdona.
Rinuncia al conflitto. Scala sul facile.
Ama. Accogli. Comprendi.
Perdi tempo, saluta i conoscenti. Parla con gli estranei.
Dimentica. Gioca con i bambini, suona, corri, vai in bici.
Concediti respiro. Tregua. Leggi Paco Roca.
Fai lavatrici. Metti musica. Prega. Cammina. Viaggia. Cucina.
Naufraga nelle opportunità.
Difendi quel che rimane di te.
Riparti dalla punizione.
Che meriti.

Respira forte.
Sorridi.
Sei vivo, Cretino!
(cit.)