E cosa
credevi, che fosse tutto facile ora?
Un cazzo.
È adesso che
devi stringere i denti. Perché normalità significa
Nuovi dolori
e vecchi mostri.
Blocchi
secchi sul tiro di una vita.
A vista.
Che non ti
aspetti.
Per vedere
se sei vero.
Per vedere
se sei in grado.
Le ricadute
altro non sono che conferme.
Che sei
sulla strada giusta. Che si continua così.
Appena sceso
dal tiro. Passi il blocco liscio.
Ti fotte la
continuità.
Una volta
avevi resistenza ma non il massimale.
Magie della
scalata.
Come adesso.
Hai il
massimale per il dolore,
ti fotte la
resistenza.
Un altro
brutto colpo. Agli affetti, alla fiducia.
A quanto ti
credevi allenato.
Ma certe
cose non si allenano.
Perché da
certe dinamiche, e certi personaggi, TU
DEVI STARNE ALLA LARGA.
l'arrampicata questo ha sempre fatto.
e questo fa. e ora, preziosa, è tornata.
difendila. ancor più di prima.
ricordi cosa ti ripetevi di notte in ospedale?
solo cose vere. autentiche. mai più buttar via tempo,
buttar via gioia, buttar via affetto.a vuoto.
Ne va del tuo equilibrio, della tua stessa lucidità esistenziale.
e questo fa. e ora, preziosa, è tornata.
difendila. ancor più di prima.
ricordi cosa ti ripetevi di notte in ospedale?
solo cose vere. autentiche. mai più buttar via tempo,
buttar via gioia, buttar via affetto.a vuoto.
Ne va del tuo equilibrio, della tua stessa lucidità esistenziale.
Tu
interagisci con gli occhi dell’altro, cerchi le anime.
Il primato
delle emozioni.
Ma ad oggi,
nella pantomima delle comunicazioni tecnologicamente assistite,
si nasconde
il disprezzo per le essenze, intercambiabili: l’una vale l’altra.
Quindi
nessuna ha veramente valore.
Neanche la
tua.
Ficcatelo in
quella testa di cazzo.
La pietra.
una delle tre
o quattro cose vere che ti sono rimaste.
Fra
conversazioni e autorappresentazione, ti distrai un attimo
E scivoli
nella stessa merda di sempre.
Quella che
stava per ucciderti, nel caso te ne fossi dimenticato..
L’atrofia
dei legami.
Orwell ti aveva messo in guardia: il pensiero, almeno come
lo intendiamo ora,
non esisterà più.
Figuriamoci
il sentimento. I legami.
Massificazione.
Ebbene,
adesso più che mai è necessaria la tua totale, incondizionata
E radicale
messa in discussione di quel che ti si pone innanzi.
Solo la
pietra ti proietta in questo solco di lucido distacco e totale accettazione.
Shit happens no?
Beh,
stronzo, facci vedere se è vero, se sei vero.
È che in
falesia come nella vita si tenta
una declinazione di mondo in falsopiano, liscio e privo di ostacoli: per lo
scorrimento veloce
Dei
rapporti, dei legami, delle cordate, delle amicizie, degli affetti.
Si
annchilisce il vigore di ogni trascendenza, di ogni vibrazione di anime una
volta a contatto,
non puoi
neanche rimanerci male.
Saresti tu
il folle.
E oggi
mentre passavi liscio sul blocco, al terzo giro di giornata
Stanco come
mai,
Non ti
pareva vero.
Ma lo è. Ed è
un germogliare, un rifiorire, un riaffiorare di lacrime.
Anche ora.
In questo
momento.
Che pensi
che menomale che hai la scalata.
Che sennò
saresti impazzito.
Di rabbia e
di disincanto.
Incapace di
sognare, di contemplare, di socchiudere gli occhi e
Sentirti
come un filo d’erba al vento di maggio.
Pazzo, privo
di capacità antagonista e oppositiva.
Illimitatamente
manipolabile.
Dai bassi
istinti di una civiltà dei consumi che uccide.
Che annienta
di nichilismo ogni ti voglio bene, a
vuoto e di troppo,
che
proibisce la speranza.
Ma a questo
servono i progetti, scalar duro,
a rimanerci
aggrappati, a questa speranza puttana,
che non ci
sarà una generale resa innanzi all’insensatezza generale.
Che non ci
sarà una reiterata incapacità di dissentire
Dissinnesco
conformistico,
in interiore homine.
che non è possibile evitare la parte offline della vita.
grazie al cielo.
grazie al cielo.
