lunedì 11 marzo 2019

VUOTI


Alcune cose ti faranno male sempre.
Ad altre non ti abituerai mai.

Ripensi a quando eri tu a portare in giro gente a scalare.
Sacrificare domeniche di condizioni sul progetto per tenere principianti appesi sui 6b.
ma quel che conta(va) era il legame, l’amicizia.
Il prendersi cura dell’altro/a.
Infondo far sicura sotto sotto ti piace quanto scalare.
Sentire che puoi contribuire affinchè il tuo compagno
Possa assaporare quella sensazione meravigliosa che riesce a dare l’arrampicata
Donargliela.
Quando dimentichi te stesso nel gesto.
Quando il gesto ti ricorda chi sei.
O addirittura ti rivela.

Beninteso, tu questa roba l’hai fatta e la fai con il cuore.
Non per tornaconto o desiderio di reciprocità.
Però da quando hai riniziato a scalare ti è toccato aprire gli occhi.
E rimanerci male.
Inutile negarlo o tentare di fare l’impassibile.

Non servi più a quelle stesse persone a cui credevi di esser legato.
Scialla domattina  ti aggiorno
…e poi il nulla.
Quel che fa male è che fa male.
E non vorresti star così.
Infondo è solo dell’arrampicata di merda su un pezzo di pietra
Di poco più di venti metri.
Non c’entrano legami, amicizie, condivisioni…stronzate emo.

La verità è che non ce la fai a fare sempre tutto DIY.
Alle volte hai bisogno di qualcuno che ti aiuti.
Perché è dura riniziare.
Infondo sono pieno di limiti e derive egoiche.
Però so voler bene. È l’unica cosa che so fare.
E mi piace donare la mia arrampicata. Non è solo farsi reciprocamente sicura
E smozzicare due chiacchiere sterili fra un tiro e l’altro.

Non può essere tutto così arido.
Mi rifiuto.
Non voglio scalare così.
Un tiro io
Un tiro tu
Un tiro io
Un tiro tu
Birretta
Silenzio per altri sei giorni.

No.
Non sarò mai così.
Ma da quando son tornato ho questa sensazione.
C’è questa scintilla che non parte e non riaccende il motore.
È tutto molto individuale. Mi motivo. Provo i tiri.
Recupero a vista d’occhio. Ma non c’è condivisione.
Non c’è magia.
Ma soprattutto non ho più le forze per far finta di nulla.
Non le ho più.

Le cose belle scappano da questa nazione.

R. Amico mio.
Ho paura di rimanere solo.
Di nuovo.
Ho paura che non scalerò più senza te.
I nostri viaggi, il nostro prendersi cura l’uno dell’altro.
Il nostro riuscire a leggere nella scalata dell’altro quel che delle rispettive anime
Ci donavamo.

Io rimarrò qui.
In mezzo a tutto questo nulla.
In mezzo a questo vuoto.
In mezzo a tutto ciò da cui volevo scappare e mi son ritrovato proprio nell’arrampicare.

Forse tornerò a far blocchi da solo.
Forse tornerò a far finta di nulla e a mettere su una maschera.
Ma la delusione che provo ora ce l’ho conficcata dentro. Nel petto.
Appesa sotto lo sterno.
Fra il cuore e i pensieri.

Sarà dura.
Come sarà dura far finta.
Ma ti sono grato per tutto.
Non so se scalerò ancora.
Ma grazie a te ho riassaporato tutto quello che sognavo
Mentre ero disteso su un letto.
Che è molto più raro di quanto credessi.
E che nulla ha a che vedere con l’arrampicata.

Erano tutte cose che avevo intuito e ne avevo anche scritto negli anni passati.
Ma adesso le ho davanti. In tutta la loro assenza di vita. vuote.
Sterili e senza senso.
Del tutto prive di attrazione.
Che preferisco rileggere amore liquido piuttosto che andare in falesia
A fare UnTiroioUnTiroTu UnTiroioUnTiroTu

Ho voluto sinceramente bene a persone che ora non ci sono.
Con le quali credevo ci fosse un legame.
…ma infondo, se ci pensi, son le stesse che non si son fatte vive quando stavi male.

Quindi l’errore è il tuo.
As always.
Ti deresponsabilizzi.
Ti metti al riparo da critiche,
ma l’errore è tuo.
Perché sai ma non comprendi.
Hai gli elementi ma non agisci.

Non hai le palle.
Di nuovo gli stessi errori.
È il prezzo da pagare del non agire.
Del poco coraggio.
È quel che si prova quando si è poco consapevoli e troppo impauriti.
Alcune cose farannao male per sempre.

Datti tempo.
Ferma tutto.
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