Alcune cose ti faranno male sempre.
Ad altre non
ti abituerai mai.
Ripensi a
quando eri tu a portare in giro gente a scalare.
Sacrificare
domeniche di condizioni sul progetto per tenere principianti appesi sui 6b.
ma quel che
conta(va) era il legame, l’amicizia.
Il prendersi
cura dell’altro/a.
Infondo far
sicura sotto sotto ti piace quanto scalare.
Sentire che
puoi contribuire affinchè il tuo compagno
Possa
assaporare quella sensazione meravigliosa che riesce a dare l’arrampicata
Donargliela.
Quando
dimentichi te stesso nel gesto.
Quando il
gesto ti ricorda chi sei.
O
addirittura ti rivela.
Beninteso,
tu questa roba l’hai fatta e la fai con il cuore.
Non per
tornaconto o desiderio di reciprocità.
Però da
quando hai riniziato a scalare ti è toccato aprire gli occhi.
E rimanerci
male.
Inutile
negarlo o tentare di fare l’impassibile.
Non servi
più a quelle stesse persone a cui credevi di esser legato.
Scialla domattina ti aggiorno
…e poi il
nulla.
Quel che fa
male è che fa male.
E non
vorresti star così.
Infondo è
solo dell’arrampicata di merda su un pezzo di pietra
Di poco più
di venti metri.
Non
c’entrano legami, amicizie, condivisioni…stronzate emo.
La verità è
che non ce la fai a fare sempre tutto DIY.
Alle volte
hai bisogno di qualcuno che ti aiuti.
Perché è
dura riniziare.
Infondo sono
pieno di limiti e derive egoiche.
Però so
voler bene. È l’unica cosa che so fare.
E mi piace
donare la mia arrampicata. Non è solo farsi reciprocamente sicura
E smozzicare
due chiacchiere sterili fra un tiro e l’altro.
Non può
essere tutto così arido.
Mi rifiuto.
Non voglio
scalare così.
Un tiro io
Un tiro tu
Un tiro io
Un tiro tu
Birretta
Silenzio per
altri sei giorni.
No.
Non sarò mai
così.
Ma da quando
son tornato ho questa sensazione.
C’è questa
scintilla che non parte e non riaccende il motore.
È tutto
molto individuale. Mi motivo. Provo i tiri.
Recupero a
vista d’occhio. Ma non c’è condivisione.
Non c’è
magia.
Ma
soprattutto non ho più le forze per far finta di nulla.
Non le ho
più.
Le cose
belle scappano da questa nazione.
R. Amico
mio.
Ho paura di
rimanere solo.
Di nuovo.
Ho paura che
non scalerò più senza te.
I nostri
viaggi, il nostro prendersi cura l’uno dell’altro.
Il nostro
riuscire a leggere nella scalata dell’altro quel che delle rispettive anime
Ci donavamo.
Io rimarrò
qui.
In mezzo a
tutto questo nulla.
In mezzo a
questo vuoto.
In mezzo a
tutto ciò da cui volevo scappare e mi son ritrovato proprio nell’arrampicare.
Forse
tornerò a far blocchi da solo.
Forse
tornerò a far finta di nulla e a mettere su una maschera.
Ma la
delusione che provo ora ce l’ho conficcata dentro. Nel petto.
Appesa sotto
lo sterno.
Fra il cuore
e i pensieri.
Sarà dura.
Come sarà
dura far finta.
Ma ti sono
grato per tutto.
Non so se
scalerò ancora.
Ma grazie a
te ho riassaporato tutto quello che sognavo
Mentre ero
disteso su un letto.
Che è molto
più raro di quanto credessi.
E che nulla
ha a che vedere con l’arrampicata.
Erano tutte
cose che avevo intuito e ne avevo anche scritto negli anni passati.
Ma adesso le
ho davanti. In tutta la loro assenza di vita. vuote.
Sterili e
senza senso.
Del tutto
prive di attrazione.
Che
preferisco rileggere amore liquido
piuttosto che andare in falesia
A fare UnTiroioUnTiroTu UnTiroioUnTiroTu
Ho voluto
sinceramente bene a persone che ora non ci sono.
Con le quali
credevo ci fosse un legame.
…ma infondo,
se ci pensi, son le stesse che non si son fatte vive quando stavi male.
Quindi
l’errore è il tuo.
As always.
Ti
deresponsabilizzi.
Ti metti al
riparo da critiche,
ma l’errore
è tuo.
Perché sai
ma non comprendi.
Hai gli
elementi ma non agisci.
Non hai le
palle.
Di nuovo gli
stessi errori.
È il prezzo
da pagare del non agire.
Del poco
coraggio.
È quel che
si prova quando si è poco consapevoli e troppo impauriti.
Alcune cose farannao male per sempre.
Datti tempo.
Ferma tutto.
