lunedì 9 dicembre 2019

La paura guiderà la tua vita e tu la chiamerai destino


7c lavorato veloce.
Bim bum. E via.
Placca old school.
Cattivissima ed intensa.
la roba più tecnica che tu abbia salito dall'incidente.
Che non molla mai.
Arcuare cattivo. Di sinistro. A strappare col pollice la pelle
Dell’indice sull’unghia.
 Tre blocchi secchi.
Urlare cattivo. Tirare durissimo.
Solido.
La mano c’è quasi tutta ormai.
È strana. Ma hai imparato nuove prensioni.
Pinzeresti pure con i denti pur di riprovare certe sensazioni.

E ieri su roccia bianca verticale a tacche
Queste sensazioni sono tornate cazzo.
Non te l’aspettavi eh.
Non te l’aspettavi affatto. Ma un centimetro alla volta ci hai creduto.
Amici tuttintorno.
Ridevi come uno scemo. Abbracciando tutti.
Completamente drogato di felicità.
E pensare che avevi praticamente smesso. Per colpa di (...).
Te lo meriti bro.
Meriti tutto il bello che sta tornando.
E se non tornerà il bello, il bello sarà che va bene così ugualmente.
Perché non potevi permetterti di farti calpestare.
Di appassire.
Perché ciò che appassisce puzza più della merda.

Hai provato di nuovo quelle sensazioni.
Che non hanno un nome.
Sono un perfetto equilibrio di gioia, pace, allegria,
spensieratezza.
Amore. Per tutto. Per tutti.
Il merito è degli amici. E di lei,
venuta a raccoglierti sino ai confini del tuo naufragio.
gli amici.
Quelli che non ti hanno abbandonato.
Che ci sono sempre stati. che ti avevano avvisato.
Che hai trascurato. Per far affogare il tuo ego nel fango manipolatore.
Fino al tuo risveglio.

Piano piano. Ma andare.
Non mollare.
Continua a lavorare, a sorridere e ad allenarti con amore.
Come hai riniziato a fare.
Nulla capita a caso.
Neanche il marcio.
Anzi, forse ti serviva esattamente sprofondare nell’inganno, nel torbido,
Per comprendere la lucentezza della verità. dell’amore puro.
Disinteressato. Completo.
Di sentirti di nuovo in linea con te.
Siamo appena agli inizi. Hai paura. Le ferite sono aperte.
Ma ieri, anche se solo per un attimo, eri felice.
Eri esattamente come vuoi essere.

Tu tendi a questo.
E sarà sempre così.
Con amore, con speranza.
Magari commettendo errori o concedendo fiducia.
Lasciando che ti venisse impedito di fare
Ciò che ti fa brillare gli occhi. Riscaldare l’anima.
Ma va così man.
Sei ingenuo. Lo sei ancora.
Ed è bellissimo così.

Spazzare via dalla tua arrampicata ogni elemento inquinante.
L’ego, il testosterone, la competizione.
Ieri hai capito che si può fare.
Che sei comunque un maschietto competitivo dimmerda
Ma che alla fine l’amore per la pietra è ancora là.
È ancora là dove l’avevi lasciato.
Ad ardere. A lui non interessa vincere.
Gli interessa sentirsi vivo. Sentirsi vero.
Giochiamo ad un gioco a cui non vince nessuno.
Questo è amare.
E tu te ne eri dimenticato.
Te lo avevano rubato.

E ieri,
arcuando di sinistro,
te lo sei andato a riprendere.

Siedi un po’ qui.
Guarda il cielo.
Odora il vento.
Sorridi ancora un po’.