martedì 25 agosto 2020

Fare pace

 

Lo so.

E stavolta lo so perché lo sento. non perché lo penso.

È a forza di pensare che mi sono allontanato.

è a forza di pensare che ho tenuto in vita la mia infelicità.

È nel pensare la mia stasi.


Mai una volta che il pensare mi abbia fatto più felice.


C mi scrive che nell’arrampicata, come nella vita è normale smarrirsi.

Ma poi è proprio l’arrampicata, quella vera, un onesto amore per lei

A riportarti sulla retta via.

Non ci avevo mai pensato. Non in maniera così radicale.


innanzi alla pietra non ci sono scuse.

Non c’è tattica o strategia.


O passi.

O no.


O chiudi il tiro.

O no.


O ci metti tutto te stesso.

O ti arrendi.


O sei vero.

O non lo sei.


Con tutto quel che finora ho perso.

Tutto il tempo sprecato di questi ultimi anni.

Quel che mi rimane è il poco tempo da vivere.

Da vivere davvero intendo.

Un pizzico ancora di futuro.


Ma il mio futuro ha un cuore antico.

Scruto in avanti con un occhio agli errori dell’indietro.

Il futuro è quel che faccio di me ora.

Il futuro ora diventa responsabilità.

Quanto tempo ho sprecato.

Dietro alle idee, dietro agli obiettivi, ai progetti. Al sembrare.

Dietro allo scintillio di chi sembrava, dietro alle bugie, dietro al pensare.

Una, cento, mille costruzioni di sé. Puramente compensatorie.

Perché focalizzato sulle carenze.

Ma il bisogno non esiste.

Quel che conta è la realizzazione di sé.

Ma la realizzazione del sé nulla ha a che vedere con le carenze,

se non nella misura in cui tu debba liberartene.

Compassione, mettersi al servizio del prossimo.

Strumento d’amore. Di gioia.

Riscoprire il senso del limite.

Riscoprire il silenzio.

Silenzio come precondizione.


È solo che vivere non ha il libretto di istruzioni.

E io ora devo fare i conti a me stesso.


Arrampicare ogni weekend. Si parte in furgone e si dorme in quota.

Lontano dal calore. Lontano dal clamore. Barbari.

Piedi nudi, avvicinamenti lunghi e roccia ancora fresca.

Bagni in fiume. Fornelletti e frontali.

Dormire abbracciati. Per farsi ancora un po’ di caldo.

Per farsi ancora un po’di coraggio. Innanzi a tutto questo nulla a valle.


Non hai più tempo per i super lavorati.

Quelli nella falesia di casa.

Dove sembrare forte per un ottavo in centinaia di giri

Fra tentativi e sopralluoghi.


Non è per te, non puoi permettertelo.

Per fortuna! (ora puoi dirlo).

Riscoprire il nutrimento che il viaggio, la scalata a vista, l’avventura sanno dare.

Tornare a provare on sight o lavorato veloce gradi che ami. A cui tieni.

Perché ti completi. Perché sai essere prossimi al tuo limite.


Il merito è suo. Ti ha preso e rimesso in riga.

Che non potevi continuare questa recita. Che ha stancato tutti. Te per primo.

In una stanza le persone di solito non ascoltano il più intelligente.

Ma chi sembra più credibile.

E la credibilità la valutiamo su un registro puramente emotivo.

Non vi è nulla di razionale.

Così è con la mia vita. con ciò che mi circonda.

Sembrare.

È da una vita che veniamo truffati da chi sembra.

Esitare. obbedire. perchè è più facile che decidere.

 


Arrampicare è fare pace.