Fare pace
Lo so.
E stavolta lo so perché lo sento. non
perché lo penso.
È a forza di pensare che mi sono
allontanato.
è a forza di pensare che ho tenuto in
vita la mia infelicità.
È nel pensare la mia stasi.
Mai una volta che il pensare mi abbia
fatto più felice.
C mi scrive che nell’arrampicata,
come nella vita è normale smarrirsi.
Ma poi è proprio l’arrampicata,
quella vera, un onesto amore per lei
A riportarti sulla retta via.
Non ci avevo mai pensato. Non in
maniera così radicale.
innanzi alla pietra non ci sono scuse.
Non c’è tattica o strategia.
O passi.
O no.
O chiudi il tiro.
O no.
O ci metti tutto te stesso.
O ti arrendi.
O sei vero.
O non lo sei.
Con tutto quel che finora ho perso.
Tutto il tempo sprecato di questi
ultimi anni.
Quel che mi rimane è il poco tempo da
vivere.
Da vivere davvero intendo.
Un pizzico ancora di futuro.
Ma il mio futuro ha un cuore antico.
Scruto in avanti con un occhio agli
errori dell’indietro.
Il futuro è quel che faccio di me ora.
Il futuro ora diventa responsabilità.
Quanto tempo ho sprecato.
Dietro alle idee, dietro agli
obiettivi, ai progetti. Al sembrare.
Dietro allo scintillio di chi sembrava,
dietro alle bugie, dietro al pensare.
Una, cento, mille costruzioni di sé.
Puramente compensatorie.
Perché focalizzato sulle carenze.
Ma il bisogno non esiste.
Quel che conta è la realizzazione di
sé.
Ma la realizzazione del sé nulla ha a
che vedere con le carenze,
se non nella misura in cui tu debba
liberartene.
Compassione, mettersi al servizio del
prossimo.
Strumento d’amore. Di gioia.
Riscoprire il senso del limite.
Riscoprire il silenzio.
Silenzio come precondizione.
È solo che vivere non ha il libretto
di istruzioni.
E io ora devo fare i conti a me stesso.
Arrampicare ogni weekend. Si parte in
furgone e si dorme in quota.
Lontano dal calore. Lontano dal
clamore. Barbari.
Piedi nudi, avvicinamenti lunghi e
roccia ancora fresca.
Bagni in fiume. Fornelletti e frontali.
Dormire abbracciati. Per farsi ancora
un po’ di caldo.
Per farsi ancora un po’di coraggio.
Innanzi a tutto questo nulla a valle.
Non hai più tempo per i super
lavorati.
Quelli nella falesia di casa.
Dove sembrare forte per un ottavo in
centinaia di giri
Fra tentativi e sopralluoghi.
Non è per te, non puoi permettertelo.
Per fortuna! (ora puoi dirlo).
Riscoprire il nutrimento che il
viaggio, la scalata a vista, l’avventura sanno dare.
Tornare a provare on sight o lavorato
veloce gradi che ami. A cui tieni.
Perché ti completi. Perché sai essere
prossimi al tuo limite.
Il merito è suo. Ti ha preso e rimesso
in riga.
Che non potevi continuare questa
recita. Che ha stancato tutti. Te per primo.
In una stanza le persone di solito non
ascoltano il più intelligente.
Ma chi sembra più credibile.
E la credibilità la valutiamo su un
registro puramente emotivo.
Non vi è nulla di razionale.
Così è con la mia vita. con ciò che
mi circonda.
Sembrare.
È da una vita che veniamo truffati da
chi sembra.
Esitare. obbedire. perchè è più facile che decidere.
Arrampicare è fare pace.